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 Firenze: in quanti modi si può sopprimere un animale

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Firenze: in quanti modi si può sopprimere un animale Empty
MessaggioTitolo: Firenze: in quanti modi si può sopprimere un animale   Firenze: in quanti modi si può sopprimere un animale EmptyMer Nov 12, 2008 1:19 pm

Manifestazione di solidarietà Sabato 15 Novembre 2008
ore 10 raduno in P. zza S. Marco a Firenze

Aiutateci a salvare la vita di 300 cani e 100 gatti: tra sessanta giorni la vita di questi animali sarà in grave pericolo.
Quando noi parliamo dell'imminente rischio di soppressione di 300 cani e di 100 gatti, molti salgono in cattedra per chiarire che ci sono leggi in Italia che impediscono la soppressione degli animali randagi. E' vero, queste leggi ci sono; ma non sempre riescono ad impedire annientamenti e soppressioni. Il termine "soppressione" significa:"eliminazione, annientamento, uccisione". Ma non c'è solo un modo "ufficiale" di sopprimere. Pensate ai tanti bambini salvati da situazioni terrificanti, portati in istituti dove si riesce, dopo tanto lavoro, a farli tornare di nuovo a sorridere, ad amare la vita, ad avere ancora fiducia nell'uomo; e poi invece, per motivi che loro sicuramente non potranno mai capire, di nuovo trasferiti altrove: e non è forse questo un modo estremamente subdolo di distruggere ancora una volta la loro fragile nuova sicurezza, le nuove facce amiche, i nuovi riferimenti positivi da poco riconquistati? E' o no, anche questo, un ulteriore annientamento delle loro vite appena ricominciate…?
Nel nostro caso spostare o trasferire i 300 cani ed i 100 gatti che vivono in via del Termine, presso il Canile del Termine, accuditi, amati e curati dai volontari del canile, non significa forse annientarli di nuovo? Anche senza contare i tanti anziani ed i malati (tutti comunque intrasportabili, se non a rischio della vita), per molti di loro dopo lunghi periodi tremendi di sofferenze e privazioni che, molto spesso, hanno preceduto il loro ingresso al Termine, distruggere tutti i loro nuovi riferimenti: non significa forse ributtarli nel baratro dal quale sono usciti? E non è peggio della tortura questa sadica volontà di strapparli ancora e di nuovo ad una condizione riconquistata di serenità e di affetti profondi, come quella che vivono al Termine? E dopo questa terribile prova, quanti pensate che ne sopravviverà?
Non vi pare vero e proprio annientamento tutto questo, anche se non si presenta sottoforma di un ago infilato nel cuore (così come si intende tornare a fare a Firenze sui colombi cittadini)? Oppure davvero qualcuno ritiene che non ci dovremmo preoccupare se i nostri "cani sorridenti" (come tutti definiscono i meticci del Termine) verranno confinati in lugubri canili, dimenticati dal mondo, trasformati in inconsapevoli produttori di reddito, derubati dell'affetto che avevano ricevuto fino al giorno prima, con lo sguardo perso nell'infinito nella disperata speranza di poter ancora vedere spuntare quel jeans amico, di poter ancora annusare quell'odore familiare e amico, di poter ancora vedere quel guinzaglio che annunciava la passeggiata. Tutto ciò accade quotidianamente al Termine, dove ci si accorge dell'arrivo dei volontari già qualche ora prima, perché i cani interessati cominciano ad agitarsi ed a guardare senza sosta verso l'ingresso del canile.
Da quale parte guarderanno tra 60 giorni? Cosa aspetteranno tra 60 giorni e per il resto della loro vita? Cosa vogliamo ancora per renderci conto di questo perverso progetto di annientamento? Non dimentichiamoci mai che lo sterminio di milioni di uomini donne e bambini nacque ufficialmente come semplice "trasferimento" nei campi di lavoro e di concentramento. Da cinquanta anni ci occupiamo dei gatti e dei cani abbandonati. Ma non è bastato.
Migliaia e migliaia sono i gatti ed i cani che abbiamo salvato da maltrattamenti ad opera di singoli uomini o dalla scellerata indifferenza di intere Amministrazioni. Ma non è bastato.

La media delle adozioni al Canile del Termine era di un cane e di un gatto al giorno. Ma non è bastato.

Almeno un paio di milioni di euro sono quelli che, negli ultimi cinque anni, abbiamo fatto risparmiare alle Amministrazioni di Sesto Fiorentino e di Firenze. Ma non è bastato.

Abbiamo perfino sostituito lo Stato nella gestione del randagismo, dal momento che né il comune di Sesto né quello di Firenze hanno mai rispettato la legge 43/95 che li obbligava a costruire un canile. Ma non è bastato.

La popolazione è sicuramente con noi: abbiamo raccolto 5000 firme in sei ore e 200.000 firme in un mese contro il Comune di Sesto che vuole radere al suolo il canile. Ma non è bastato.

Ci hanno sequestrato il canile del Termine affidandolo di volta in volta all'esperto di turno, ma siamo sempre noi a pulire, a fare le cure, a sfamare gli animali. Ma non è bastato.
Con una raccolta di firme dedicata abbiamo scoperto che la cittadinanza è con noi e non con un sindaco che si vanta di aver dichiarato guerra agli animali abbandonati.
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