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 Istituto di cultura islamica e gli animali: allucinante

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MessaggioTitolo: Istituto di cultura islamica e gli animali: allucinante   Gio Ott 02, 2008 12:07 am

Messaggio dell'Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana ( islam.inst@alice.it ), se lo ritieni opportuno potresti lanciare una protesta e/o girarlo in lista con la loro email?
Grazie mille
Davide da Roma

Visto che siamo stati chiamati in causa, ci sembra opportuno chiarire il nostro punto di vista. Da un lato distinguiamo fra la coscienza ecologica seria, quella che ha a cuore i problemi dell'ambiente, dall'ideologia denominata "anamalismo", che invece ci appare delirante ed estremista, incline com'è a porre in secondo piano la tutela degli esseri umani rispetto ad una presunta e malintesa tutela degli animali. Questa ideologia estremista si è talmente diffusa che Comuni hanno addirittura creato degli "Assessorati per la tutela dei diritti degli animali", il che sarebbe sufficiente a imporre a tutti gli interessati di studiare qualche nozione basilare di giurisprudenza, per apprendere che parlare di "diritti" degli animali è una vera idiozia, visto che soggetto del diritto è la persona, fisica o giuridica, e che l'animale non è ni persona fisica, ni persona giuridica. I "diritti" degli animali in quanto tali dunque non esistono in alcun sistema giuridico, e per definizione non possono esistere. Esistono semmai i doveri delle persone rispetto al trattamento degli animali, il che è cosa ben diversa. Da questo punto di vista, ci sembra doveroso rammentare che il precedente storico dell'animalismo si trova nelle "leggi per la protezione degli animali e della natura" approvate dal regime nazista su istanza di Goering. Perchi alla base dell'animalismo vi è sempre e comunque il disprezzo per l'essere umano.
Ci sembra che - con tutti i problemi che esistano nel mondo d'oggi - sia veramente ridicolo pensare ad una petizione per chiedere al papa di rinunciare alla pelliccia d'ermellino. Fra i suoi cavalli di battaglia, l'animalismo ha l'odio nei confronti delle pellicce (e di quei poveri esseri umani che le indossano), senza evidentemente riflettere sul fatto che tutti noi indossiamo scarpe di cuoio, cinte di cuoio, usiamo portafogli e borse di cuoio, ci nutriamo di animali, ecc. C'è però - nel pensiero animalista - questa illogica distinzione secondo cui i visoni e gli ermellini (animali che non sono affatto a rischio d'estinzione per via della caccia, ma ma che vengono allevati) andrebbero "difesi a spada tratta", mentre il problema non esisterebbe per altri animali d'allevamento come i polli, i buoi o le galline.
Quanto all'inasprimento delle pene per chi abbandona un animale, riteniamo che semmai il problema sia un altro. Il paradosso cui ha portato il diffondersi del fanatismo animalista è proprio questo: non è più possibile sopprimere legalmente gli animali randagi, e i Comuni debbono sobbarcarsi spese non indifferenti per mantenere i randagi catturati che non possono più essere soppressi, e soprattutto non è più possibile usufruire di canali che CONSENTANO LEGALMENTE di disfarsi di un animale che non si è più in grado di mantenere. I frequenti "abbandoni" dipendono anche da questo vuoto legislativo: in Italia ci si può benissimo DISFARE DI UN BAMBINO (basta che la madre decida di non riconoscerlo e lo lasci in ospedale), ma non ci si può invece DISFARE DI UN CANE O DI UN GATTO, eccetto che con mezzi illegali. Supponiamo che qualcuno acquisisca una maggiore coscienza dell'igiene domestico, e quindi diventi consapevole dei quanti microbi e germi introduce in casa un cane che viene portato ogni giorno a camminare per la strada e ad annusare gli escrementi di altri cani; supponiamo che una famiglia abbia un nuovo figlio,e che non sia talmente irresponsabile dal voler far convivere un neonato con una fonte di possibile germi come un cane o un gatto. Cosa si può fare in questi casi per disfarsi legalmente degli animali che non si vuole più non si è più in grado di mantenere? Proprio nulla! L'unica soluzione pratica è quella - illegale - dell'abbandono in istrada.
Per questo pensiamo che la strada da percorrere sia l'esatto opposto di quella proposta dagli animalisti: fornire alla popolazione corsi che permettano di comprendere quali siano i rischi connessi alla convivenza in casi con animali, e strumenti che permettano di attuare praticamente una più evoluta consapevolezza dell'igiene domestico.
Poi - invece di sanzionare chi "abbandona" gli animali - sarebbe semmai il caso di sanzionare chi COSTRINGE gli animali a vivere in appartamenti urbani sprovvisti di giardino, sia per la violenza che compiono sugli animali, sia per il danno causato a condòmini, compresi anziani, bambini, ammalati, spesso costretti a sopportare giorno e notte i lamenti di animali presunti "domestici" (in realtà l'unico animale domestico è l'uomo, gli altri sono animali addomesticati con la violenza), chiusi in appartamenti da proprietari che spesso sono assenti - per motivi di lavoro - per l'intera giornata.
Mi rendo però benissimo che ad affermare una cosa del genere rischiamo che i fanatici dell'animalismo ci mangino vivi... Che una persona che sceglie di convivere con un animale lo fa perchi ha scarse nozioni in materia di igiene è una realtà di fatto. Ma si può ancora dirlo?
Kalim
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MessaggioTitolo: Re: Istituto di cultura islamica e gli animali: allucinante   Gio Ott 02, 2008 1:36 am

Sono socia della World Islamic Call Society e mi sto avviando all'islamismo.
Questo argomento mi sta molto a cuore perchè a diffondere questo tipo di sentimenti è un cattivo musulmano, che interpreta il Corano a modo suo (anzi non l'ha nemmeno citato da quel poco che sono riuscita a leggere del suo delirante messaggio), come del resto fanno gli integralisti islamici che odiano i loro stessi fratelli che attribuiscono al Corano un'interpretazione diversa dalla loro e più etica.
Come ci sono dei cattivi cristiani ci sono dei cattivi musulmani che sono responsabili di sentimenti di odio e di disprezzo nei confronti dei loro fratelli.
A questo cattivo musulmano richiamerei alla memoria non pochi elementi che è indispensabile considerare per definirsi buon musulmano. Comincerei a parlare dei Sufi, mistici islamici, e della santa sufi Hazrat Rabia Basri.
I Sufi considerano il vegetarianesimo come un alto ideale spirituale. Hazrat Rabia Basri meditava in una foresta per non essere disturbata e gli animali selvatici le si avvicinavano senza paura. Un giorno un altro sufi andò a trovarla e gli animali fuggirono terrorizzati. Sorpreso l'uomo chiese come mai e Rabia gli chiese cosa avesse mangiato quel giorno. Il sufi confessò di aver mangiato delle cipolle fritte in grasso animale. "Hai mangiato il loro grasso! Perché non dovrebbero fuggire al tuo arrivo?"

Ma posso anche citare altri esempi:
Un giorno, Maometto (SAUS) raccontò ai suoi seguaci: "C'era in paese una prostituta; stava sulla porta in attesa di clienti e vide un cane che stava morendo di sete perché aveva attraversato il deserto. Impietosita entrò in casa, riempì la scarpa d'acqua e la portò al cane. Iddio perdonò tutti i suoi peccati per questo atto di amore verso l'animale."Secondo la tradizione islamica nessuna creatura può essere uccisa nella città santa della Mecca. I pellegrini devono fare particolare attenzione a non calpestare nemmeno un insetto: "vi è proibito cacciare e uccidere per tutto il tempo del pellegrinaggio; ricordate bene il vostro dovere verso Allah, al quale dovrete tornare" (Corano, sura 5.96)

Il profeta Maometto (SAUS) disse: "Chiunque è buono verso le creature di Dio è buono verso se stesso."
Margoliuth, uno dei principali biografi di Maometto (SAUS), scrive: "La sua umanità si estendeva anche alle creature inferiori. Proibì l'uso del tiro al piccione e rimproverava coloro che maltrattavano i cammelli. Quando alcuni dei suoi seguaci diedero fuoco a un formicaio, li costrinse a spegnerlo."
Nelle Hadith arabe tradotte da M. Hafiz Syed, leggiamo: "Il profeta passò accanto a delle persone che tiravano frecce a un ariete, e li condannò dicendo: non fate del male agli animali. Un giorno alcune persone videro il profeta che asciugava il muso del suo cavallo con il proprio scialle; alle loro domande rispose: Stanotte Dio mi ha rimproverato per il modo in cui tratto il mio cavallo. Un giorno, un uomo aveva rubato delle uova da un nido; il profeta gli ordinò immediatamente di rimetterle dove le aveva trovate, e aggiunse: temete il Signore negli animali e cavalcateli quando sono in forze, ma lasciateli riposare quando sono stanchi. Un altro giorno, i suoi discepoli gli chiesero se ci fosse qualche ricompensa per chi trattava bene i propri animali e si preoccupava di dar loro da bere; il profeta rispose: ci sono ricompense per chi fa del bene a qualsiasi animale vivente."
Un pomeriggio, dopo essersi svegliato da un sonnellino, Maometto (SAUS) trovò un gattino malato che si era addormentato sul suo mantello. Per non disturbarlo, il profeta tagliò il lembo del mantello prima di alzarsi. I primi biografi indicano che preferiva cibi vegetariani, come il pane d'orzo, il latte allungato con l'acqua, lo yogurt con il burro o le noci, cetrioli e datteri, melagrane, uva, fichi o datteri schiacciati nell'acqua. Le sue abitudini alimentari erano estremamente modeste, come testimoniano stupiti i suoi contemporanei e biografi.
Altri biografi, come M. Hafiz Syed, sottolineano che Maometto (SAUS) ordinò a coloro che mangiavano carne di lavarsi la bocca prima di pregare; nell'ordine viene specificata la carne e non altri cibi. Come mai il profeta, così benevolo e misericordioso verso tutti gli esseri, non diede ordini più chiari e rigidi ai suoi seguaci contro il consumo di alimenti non vegetariani?

Maometto (SAUS) conosceva bene il suo popolo. Prima dell'avvento dell'Islam, gli arabi adoravano con un atteggiamento idolatrico una grande quantità di dei, demoni e spiriti, ai quali sacrificavano spesso e volentieri. Non avevano alcuna pietà o riguardo per gli animali, neppure per i cammelli che costituivano il maggiore sostegno della loro esistenza.
Il Corano stesso esalta la compassione e la misericordia in 113 dei 114 capitoli che lo compongono, con la frase di apertura Bismillahir-rahmanir-rahim, "Allah è misericordioso e compassionevole." Il nome con il quale il Signore viene definito più frequentemente è al-Raham, "infinitamente misericordioso", o anche Arham al-Rahimin "il più misericordioso tra i misericordiosi".

Allah u akbar!

Post scriptum maleducato ma molto più civile della lettera di questo Kalim:
Non credo che possano interessarmi ulteriori opinioni dell' "uomo" che è autore della lettera che avete riportato,così come non mi interessano le opinioni di tanti altri "cristiani". Vi segnalo anzi che giorni fa è stata denunciata una lettera contro l'amore per i cani scritta da un prete e pubblicata nel giornalino della parrocchia.
Non sono questi esponenti esempi di amore di Dio e dunque non sono espressione di alcuna religione. Ignoriamoli e se possiamo combattiamoli a partire dall'ignoranza che vogliono diffondere.
Il signor Kalim si deve informare meglio sull'animalismo e sapere che gli animalisti non si cibano di animali, amano l'ecopelle e i loro cani adorano stare anche in appartamenti e sono molto più puliti di certi esseri umani. Il mio cane si fa il bidet questo tizio probabilmente nemmeno sa cosa sia un bidet.
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MessaggioTitolo: Re: Istituto di cultura islamica e gli animali: allucinante   Gio Ott 02, 2008 8:47 am

Infatti,
non occorre generalizzare.............
Quetsa lettera era lo scritto di un povero ignorante, come ce ne sono ,e molti, in tutte le religioni..........
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MessaggioTitolo: Re: Istituto di cultura islamica e gli animali: allucinante   Gio Ott 02, 2008 8:48 am

Admin ha scritto:
Infatti,
non bisogna generalizzare.............
Questa lettera era lo scritto di un povero ignorante, come ce ne sono ,e molti, in tutte le religioni..........
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MessaggioTitolo: Re: Istituto di cultura islamica e gli animali: allucinante   Gio Ott 02, 2008 12:58 pm

me ne sono resa conto ma questo ignorante parla a nome di una cultura ed è assurdo. Io spero che questo scritto che si basa solo su convinzioni personali e che tra l'altro mi offende profondamente perchè mi si accusa di non conoscere le norme di igiene, non sia stato pubblicato su nessun giornale.
Ah, un ultimo dettaglio. Lilli è un regalo che mi ha fatto proprio un musulmano, si chiama Sahid, che in italiano vuol dire "felice". Le persone che amano gli animali sono felici.
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MessaggioTitolo: Re: Istituto di cultura islamica e gli animali: allucinante   Dom Ott 05, 2008 3:02 pm

ecco come risponde Lorenzo Croce a sto pezzo di ignorante:
comunicato stampa

POLEMICA TRA AIDAA E CENTRO CULTURALE ISLAMICO

Milano (2 ottobre 2008) Abbiamo ricevuto una email con una protesta contro gli animalisti firmata da un certo Kalim del centro culturale della comunità islamica italiana. (ALLEGATA IN CODA AL COMUNICATO AIDAA)
Premesso che non conosciamo questo signore ne il ruolo che egli ricopre nell'istituto in questione, non ci meravigliano affatto le dichiarazioni contenute nella mail in questione, farneticazioni che vanno dal paragonare gli animalisti al nazismo, fino a sostenere che chi vive con un animale sarebbe uno sporcaccione che non tiene alla propria igiene personale.
Mi pare che simili sciocchezze si commentino da sole e che non meritano alcuna considerazione ne risposta di buon senso in quanto non riteniamo che possano essere elevati a elementi di discussione seppure in contradditorio quelle che sono solo e semplicemente delle scemenze pure e crude.
Una piccola risposta meritano invece alcune affermazioni contenute nella lettera del signor Kalim, innanzitutto sulla proposta AIDAA di chiedere al papa di rinunciare alla pelliccia di ermellino, su questo Kalim può pensarla come crede, e noi pure. Pertanto se ci si vuole tirare nella polemica a tutti i costi posso solo ribadire che noi condanniamo le pellicce e chi le indossa anche se questo è il Papa, siamo in democrazia e quindi abbiamo il diritto di dire e pensare e promuovere di conseguenza le azioni che riteniamo necessarie a far valere le nostre idee, posso capire che spiegare queste cose a chi manda in giro le donne velate e con lo sguardo basso e che magari sogna qualche fatwa contro gli animalisti è cosa difficile, ma tant'è siamo in Italia e fino a quando ci sarà libertà di pensiero noi abbiamo le nostre idee e il signor Kalim le sue, che non condividiamo ma sicuramente non combattiamo a suon di kamikaze come fanno taluni che sedicenti combattenti islamici, noi animalisti crediamo ancora alla forza delle idee e le difendiamo nel rispetto di quelle altrui.
Un ultimo piccolo appunto lo merita la classifica degli animali che noi tuteliamo. Anche qui sia chiaro che noi tuteliamo tutti gli animali e non solo cani e gatti, ma anche buoi, cavalli, asini e perfino (mi scusi il signor Kalim) il maiale.
Li rispettiamo al punto tale da aver denunciato due anni fa alcuni islamici che a Parabiago in provincia di Milano alcuni suoi fratelli nella fede per aver sgozzato vivo un bue lasciandolo morire dissanguato e la denuncia è partita non solo perchè riteniamo questi signori degli incivili per non usare un termine peggiore, ma anche perchè fare queste cose in Italia è reato punibile penalmente.
Il resto è una farneticazione che rimandiamo al mittente senza possibilità di ulteriore replica in quanto quanto sostenuto dal signor Kalim non merita possibile risposta.
Noi siamo pronti a qualunque confronto, sempre e con chiunque abbia qualcosa da dire su cui confrontarci. Stia tranquillo il caro Kalim noi non mangiamo nessuno vivo, e nemmeno sgozziamo vivo nessuno, siano essi cristiani, musulmani o semplicemente animali anche loro creature di Dio, maiali compresi.
Lorenzo Croce
presidente nazionale AIDAA
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MessaggioTitolo: Re: Istituto di cultura islamica e gli animali: allucinante   Dom Ott 05, 2008 4:41 pm

Stimo sempre di piu' Lorenzo cheers
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